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Stefano Benni - La grammatica di Dio, storie di solitudine e allegria PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Luglio 2009 15:29
lagrammaticadidio
Storie di atroci solitudini, di disperazione, di morte.
Si sorride sì, ma alla fine il sorriso si scioglie nell'acido, assieme alle esistenze difficili che Benni ci racconta. E sembra dirci, in questi brevi ritratti, che gli uomini a volte guardano il cielo e cercano Dio, ma lui non guarda mai giù.

Un vedovo rimasto solo con il suo cane arriva a odiarlo così tanto da suicidarsi.
Uno "sfigato" spende tutti i suoi soldi per telefonini che non gli serviranno mai a nulla perché nessuno lo chiamerà. E decide di chiamarsi da solo, ma l'euforia di questa novità non gli basterà per tenere lontana la tragedia.
Solo, anzi, solissimo è anche lo scienziato alla ricerca vana dell'uomo più solo del mondo: gira gira non si accorge che non vive sui monti, né all'Artico ma sta a casa sua.
Totalmente abbandonata una novella Alice sedicenne alla ricerca di un luogo dove dormine nel Paese delle Meraviglie che tanto meraviglioso non è.
E parlando di favole anche l'Orco cattivo può ritrovarsi solo e indifeso, magari proprio nelle mani di quella ragazzina bionda che voleva aggredire.

Si prosegue così, da un racconto all'altro per chiudere con una storia commovente sulla vecchiaia e la morte.

Un po' Rodari e un po' Calvino, Benni ci racconta la vita, fa guardare la realtà, fa anche sorridere ma soprattutto rabbrividire .